I Pianeti Retrogradi

Un indagine psicologico-evolutiva

Tra le numerose difficoltà di fronte alle quali lo studente di Astrologia si trova fin da subito va senz’altro annoverato il fenomeno della Retrogradazione. In estrema sintesi lo possiamo definire come un particolare periodo nel moto di rivoluzione di un pianeta attorno al Sole durante il quale, da un punto di vista geocentrico, tale pianeta sembra muoversi in senso contrario rispetto alla direzione abituale.

Per comprendere la natura astronomica di questo curioso fenomeno, in rete è disponibile diverso materiale. Si veda ad esempio Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Moto_retrogrado). Il fenomeno non costituisce certamente una scoperta recente, essendo noto da diversi secoli. Tolomeo ad esempio, nell’Almagesto, introduce il concetto di “epicicli” al fine di conciliare l’esigenza di concepire una perfetta circolarità ed uniformità dei moti celesti con le vistose irregolarità presentate invece dai medesimi.
Come spesso accade, anche in questo caso i pareri degli astrologi non sono affatto allineati in merito alle modalità secondo cui considerare questo fenomeno nell'interpretazione della carta Natale. C’è chi si limita a sostenere che non ha alcuna importanza che il pianeta si muova di moto diretto o retrogrado, ignorando semplicemente il problema. C’è invece chi, come alcuni astrologi karmici, vi attribuisce un’importanza fondamentale, formulando precise correlazioni tra posizione del pianeta retrogrado ed esperienze di vita passata, in maniera, se non proprio bizzarra, certamente del tutto indimostrabile.

Proveremo pertanto ad analizzare questo fenomeno alla luce del simbolismo psicologico ed esoterico che lo caratterizza, al fine di cercare una base supportata dal buon senso e dal Principio di Analogia. Il punto centrale di una discussione come questa dovrebbe verosimilmente essere il seguente: l’Astrologia non riguarda i moti dei corpi celesti in quanto tali, ma la percezione che di essi l’uomo ha osservandoli dalla Terra. Se si concorda su questo punto non è di conseguenza possibile ignorare il fenomeno della retrogradazione, in quanto macroscopicamente visibile dal nostro pianeta e degno pertanto di specifica indagine.

Diciamo subito che la tendenza ad analizzare i pianeti retrogradi in quanto tali senza fare alcun riferimento allo sviluppo psichico del soggetto, come normalmente si riscontra nei più comuni manuali astrologici, offre poco aiuto ai fini della corretta interpretazione. Ad esempio, la comune opinione che il tipo di esperienza associata al pianeta retrogrado tenda ad essere esperita in maniera maggiormente interiorizzata, non tiene conto di un semplicissimo fatto fondamentale: per un soggetto di modestissimo sviluppo psichico non ha alcun senso parlare di interiorizzazione dell’esperienza, dato che lo sviluppo della sua sfera psichica è in una fase praticamente embrionale, e la sua esperienza di vita può essere esclusivamente di tipo “estroverso”, nel senso Junghiano del termine. Al contrario, se il soggetto è notevolmente evoluto, ha altrettanto poco senso parlare di tendenza al vissuto interiore in presenza di pianeti retrogradi, dal momento che la sua vita è già di per sè quasi totalmente “introversa”, essendo il suo vissuto interiore particolarmente vivo e nettamente dominante. Appare anche poco probabile poter affermare che il numero di pianeti retrogradi renda conto, proporzionalmente, del livello evolutivo, benchè il parere di molti autori potrebbe fornire elementi che convergono in questa direzione.

È dunque opportuno ribadire anche in questa sede l’enorme importanza della capacità di “stimare” adeguatamente (basandosi su una serie di elementi oggettivi) il livello evolutivo del soggetto prima di accingersi all’interpretazione del suo Tema Natale. L’oroscopo stesso è una fonte di informazione da questo punto di vista, ma è indispensabile procedere prima ad una valutazione di massima riuscendo a contestualizzare con maggiore sicurezza gli elementi psicologici che emergono dall’analisi. A titolo puramente esemplificativo si raccomanda di non cadere nell’errore frequente di valutare la propensione di un individuo alle tematiche spirituali [2] come indice di elevata evoluzione dell’Anima. Molti abili scienziati totalmente atei e molti validi uomini d’affari completamente egoisti possono essere enormemente più avanzati di molti uomini di modesto sviluppo la cui vita è orientata spiritualmente. L’innalzamento del grado di evoluzione non garantisce infatti l’orientamento (di servizio all’umanità o egoistico) che l’essere umano assumerà in relazione ad esso. È una scelta assolutamente individuale e sotto la propria completa responsabilità. L’interpretazione della carta Natale deve però tenere conto dell’evoluzione dell’individuo, indipendentemente dalle effettive scelte di vita.

Le caratteristiche dei pianeti retrogradi, come descritte dagli astrologi più famosi, offrono senza dubbio spunti interessanti di riflessione, ma possono acquistare un valore decisamente più prezioso se nell’analisi si introducono elementi di valutazione che ci vengono offerti dall’Astrologia e dalla Psicologia Esoterica. Uno dei più importanti testi di riferimento per lo studio dell’Astrologia Esoterica è senza dubbio quello di Alice Bailey, che però non fa alcun tipo di menzione alla condizione retrograda del pianeta. Dobbiamo però tenere presente che il testo non entra mai in questioni “tecniche”, limitandosi a stabilire principi generali che l’astrologo deve poi saper applicare al caso specifico. Per questo motivo e per l’importanza che questa questione sembra da sempre rivestire in Astrologia, sembra quindi opportuno prendere seriamente in considerazione questo aspetto, dedicandovi una giusta rilevanza nell’analisi, in armonia con tutti gli altri elementi interpretativi.

Vediamo quindi di riepilogare i più comuni significati che gli astrologi tendono ad attribuire a questo fenomeno, cercando di capire quali di questi possono essere d’aiuto nell'analisi e quali considerazioni aggiuntive possono essere effettuate al fine di un’interpretazione esoterica della retrogradazione. Un articolo particolarmente interessante a questo scopo è quello proposto da un gruppo di studiosi sul sito convivioastrologico.it (http://www.convivioastrologico.it/studi_collettivi/retrogradi.htm), che riassume una serie di punti di vista, anche eterogenei, sull'argomento e che, unitamente al parere di altri autori, verrà utilizzato come base su cui costruire alcune considerazioni.

Vi sono innanzitutto pareri che attribuiscono un carattere “negativo” ai pianeti retrogradi. La funzione psicologica ad essi correlata, secondo questo punto di vista, incontrerebbe una maggiore difficoltà di espressione, rischiando di rimanere bloccata o rallentata. Una concezione in chiave “negativa” della retrogradazione, comportante difficoltà o ritardo nell’espressione delle forze correlate ai pianeti, caratterizzava già il pensiero di alcuni astrologi classici. Così ad esempio si esprimeva Vettio Valente (sec. 2° o 3° d. C.) a proposito del fenomeno della retrogradazione: “[…] Ma se occupano la prima stazione [i pianeti] o sono retrogradi mandano ad effetto ciò che è atteso, e le azioni e i vantaggi e le iniziative, con ritardo” [2]. Una parola chiave che sembra prestarsi abbastanza bene a descrivere questo tipo di situazione è “inibizione”, proprio per il fatto che ciò che manca è generalmente la possibilità di una spontanea e libera manifestazione di una data caratteristica psicologica. Se ad esempio la retrogradazione riguarda il pianeta Marte, secondo questa modalità interpretativa, è la forza (fisica o mentale a seconda dei casi) che incontra un limite alla sua espressione. Nel caso del pianeta Venere, il soggetto potrebbe invece trovare difficoltà nel libero fluire dei sentimenti o nell’esperienza del piacere e/o della bellezza. Più difficile da questo punto di vista è spiegare la retrogradazione dei pianeti esterni (Urano, Nettuno, Plutone), a meno che non si affermi ad esempio che il potenziale di “trasformazione” che normalmente essi recano con se non venga “attenuato”, “limitato” o “indebilito” dalla natura retrograda del pianeta. È in ogni caso importante prestare particolare attenzione prima di tutto alla posizione del pianeta in base al segno e alla casa occupati, al fine di evitare di attribuire alla condizione di retrogradazione più importanza di quanta ne debba avere dopo aver ponderato e contestualizzato correttamente la situazione. Ad esempio, se il pianeta Venere (retrogrado) si trova nel segno del Capricorno e la persona manifesta una certa “freddezza” nei sentimenti, non possiamo certamente associare questa caratteristica esclusivamente alla retrogradazione dell’astro, che potrebbe costituire tutt'al più un ulteriore elemento di inibizione nell’espressività affettiva. Al contrario, Marte retrogrado nel segno dell’Ariete non smorzerà certamente tutte le sue tendenze impulsive e il compito dell’astrologo sarà quindi quello di accertare in che misura esse risulteranno effettivamente attenuate nella vita del soggetto. Un’avvertenza analoga va fatta naturalmente anche per gli aspetti, con particolare riferimento a quelli con il pianeta Saturno. È ben noto infatti quanto questo pianeta tenda ad indicare qualità individuali e ambiti della vita soggetti a restrizioni, privazioni, difficoltà, ecc. Se un pianeta retrogrado osserva Saturno con la figura del quadrato, ad esempio, è abbastanza evidente che il primo fattore di inibizione da prendere in considerazione non è la retrogradazione.

Altre opinioni abbastanza diffuse attribuiscono invece ai pianeti retrogradi una valenza più “positiva”. Ad esempio viene ipotizzata la possibilità che la retrogradazione si associ alla presenza di determinate caratteristiche psicologiche che “si muovono controcorrente”, che, in altri termini, si esprimono secondo modalità non convenzionali. Le qualità associate ad un dato pianeta retrogrado caratterizzerebbero dunque una certa persona in maniera scarsamente prevedibile. In questo caso la capacità di riuscire ad impiegare costruttivamente o creativamente queste energie dipende però totalmente dall’individuo, dal momento che esse si rendono disponibili solamente grazie ad un eventuale sforzo “deliberato”, implicante sia la consapevolezza di questo potenziale che la volontà di utilizzarlo nel proprio vissuto quotidiano. La particolarità interessante di questa posizione è che, come vedremo, si avvicina molto a quanto affermato dalla psicologia esoterica in merito alle differenze individuali in termini di livelli evolutivi e possibilità che ne conseguono.

In linea con questa posizione e senz’altro degno di attenzione, è anche il parere di Dane Rudhyar [3], il quale propone un discorso più ampio comprendente il moto diretto, stazionario e retrogrado. Con riferimento a quest’ultimo l’autore afferma che segnalerebbe il ritorno della libido dal conscio all’inconscio. La funzione rappresentata dal pianeta non sarebbe cioè disponibile per mezzo di operazioni consce. I contenuti psichici correlati al pianeta retrogrado non emergerebbero direttamente all’interno della coscienza influenzando il comportamento, ma sarebbero relegati temporaneamente nell’inconscio, da cui, mescolandosi con altri contenuti inconsci, riapparirebbero in seguito nella coscienza. In sostanza la posizione di Rudhyar si colloca tra quelle che associano alla retrogradazione un’inversione nell’espressione naturale delle energie associate ai pianeti. Il suggerimento è interessante, ma è comunque necessario, come anticipato nella parte iniziale, interrogarsi sulla reale capacità psichica del soggetto di cui stiamo analizzando l’oroscopo di rispondere a questo tipo di energie sottili. Diventa altrimenti difficile trasferire nell’analisi pratica della Carta Natale questo tipo di insegnamenti.

Poco differente rispetto a quello di Rudhyar sembra essere anche il parere di Alexander Ruperti [4], il quale però aggiunge alcuni preziosi dettagli astronomici, estremamente utili ai fini di una comprensione coerente e intuitiva del fenomeno retrogradazione. Egli ribadisce innanzitutto che gli astrologi tradizionali sembrano essere maggiormente condizionati da concetti come “retrogrado” e “all’indietro” più che dai fattori astronomici implicati. Questa particolarità nel movimento dei pianeti appare infatti tale solamente se osservata geocentricamente, ma non esiste se assumiamo un punto di vista eliocentrico. Di fatto, la retrogradazione si ha quando il pianeta e la Terra sono sullo stesso lato del sistema solare e stanno per formare (o hanno appena formato) una linea retta con il Sole. Ciò determina il fatto che tutti i pianeti al momento della retrogradazione sono al massimo della vicinanza e della luminosità rispetto alla Terra. Un’osservazione astronomica attenta, secondo Ruperti, metterebbe in luce che il comportamento del pianeta osservato dalla Terra non si configura in un semplice movimento all’indietro, ma formerebbe piuttosto una sorta di anello. I pianeti esterni rispetto alla terra, a metà del loro periodo di retrogradazione, si trovano in opposizione al Sole. I pianeti interni invece, a metà del periodo di retrogradazione, si trovano in congiunzione con il Sole. Cercando di sintetizzare al massimo, Ruperti, riprendendo alcune riflessioni di Rudhyar, sostiene l’importanza di focalizzarsi sul fatto che, essendo la retrogradazione un fenomeno puramente geocentrico, si dovrebbe pensare ad essa come l’indicatore di un gioco di forze strettamente relativo all’uomo, che si inserisce in un contesto eliocentrico all’interno del quale tale modificazione non esiste. Si tratterebbe in sostanza dell’ ”interferenza cosciente dell’uomo nel ritmo delle energie vitali all’interno della sua struttura psicofisica. Gli anelli nel percorso geocentrico dei pianeti [retrogradi] sono le firme dell’interferenza dell’uomo, le firme delle esigenze umane, esigenze nate dal fatto che l’uomo pensa, sente e vuole in maniera cosciente e tutta sua”.

Ruperti spiega inoltre come la funzione del pianeta retrogrado non si esplichi più secondo la sua natura fondamentale. Potrebbe sembrare semplicemente un “tornare sui propri passi”, ma dato che il pianeta retrogrado, nella sua orbita ad anello, si avvicina alla Terra, sul piano simbolico ciò può significare l’offerta di una visione “più ravvicinata” della sua funzione e della sua energia vitale. Interessante anche il fatto che Ruperti segnali come “nessuno può dire se la fase retrograda di un pianeta sarà usata costruttivamente o no”, dato che appare abbastanza probabile che questo evento sarà determinato in buona parte dalle qualità psicologiche del soggetto, e dunque dal suo livello evolutivo.

In generale, l’interpretazione dell’oroscopo dovrebbe essere tanto meno deterministica quanto maggiore è il grado evolutivo stimato del soggetto la cui Carta stiamo analizzando. La grande mole di informazioni astrologiche emergenti dal tema natale (in questo caso la retrogradazione) ci dovrebbe offrire un range di possibilità che il soggetto tenderebbe a manifestare. Sarà poi l’intuito dell’astrologo a dover fare il lavoro più difficile: comprendere come tutto questo debba essere interpretato, una volta compreso chi sia veramente il soggetto che ha di fronte. Anche la retrogradazione non fa dunque eccezione e quanto è stato detto nella premessa iniziale in merito all'accertamento dello stadio evolutivo del soggetto potrebbe costituire una buona base di sperimentazione per comprendere una serie di particolarità astrologiche nella loro natura più profonda.

In conclusione, incrociando a matrice i dati provenienti del parere di astrologi esperti e dalle conoscenze della Psicologia Esoterica, sembrerebbe possibile concludere che i pianeti retrogradi non possano essere interpretati mediante un unico e lineare criterio.

■ Per soggetti di modesta evoluzione psicologico-spirituale la funzione del pianeta retrogrado è probabilmente, entro un range di variabilità non particolarmente ampio, quella di “alterare” il vissuto soggettivo relativo alle energie psichiche correlate a quel determinato pianeta. A seconda del carattere generale dell’Oroscopo che stiamo esaminando avremo di conseguenza, per questo tipo di soggetti, situazioni in cui la retrogradazione può segnalare la mancata espressione della caratteristica (inibizione soggettiva), o una espressione non convenzionale, caparbia o addirittura bizzarra. Il primo caso si adatterebbe ad esempio ad un Oroscopo fortemente caratterizzato dal pianeta Saturno o dal segno del Capricorno, mentre il secondo si adatterebbe piuttosto, anche se non esclusivamente, a segni come l’Acquario o l’Ariete. La particolarità importante è che a questo livello sembrerebbe difficile riscontrare elementi di interiorizzazione dell’esperienza.

■ Per soggetti di medio-alta evoluzione il simbolismo legato alla retrogradazione può decisamente dare spazio a considerazioni interpretative decisamente più profonde. Va innanzitutto ricordato come l’espressione di vita in termini di libero arbitrio si amplifica notevolmente in questo tipo di soggetti, le cui facoltà psicologiche e spirituali consentono un vissuto caratterizzato da un più ampio numero di gradi di libertà. Il corrispettivo della libertà è naturalmente quello della responsabilità, per le scelte effettuate. Al soggetto maggiormente dotato di facoltà personali il pianeta retrogrado offrirebbe (simbolicamente) la possibilità di una maggiore interiorizzazione dell’esperienza, secondo le modalità introiettive descritte dai vari autori analizzati in precedenza. Lo sviluppo del suo corpo mentale è infatti tale da consentire una reale presa di coscienza dell’esperienza vissuta. Quanto potrà apprendere da questa esperienza e il modo in cui reagirà a livello di vissuto concreto dipenderà esclusivamente da una scelta personale e consapevole.

Per l’uomo sufficientemente autoconsapevole possiamo tranquillamente anche ipotizzare che i pianeti retrogradi rappresentino contemporaneamente un velo che copre una determinata energia psichica sottile (o un qualche cosa che ne rende difficile l’avvicinamento) e la straordinaria opportunità di integrarla nella propria sfera individuale. La caratteristica psicologica in questione rimarrebbe, da questo punto di vista, celata e irraggiungibile fino a quando, mediante uno sforzo consapevole, il soggetto non lotti per raggiungerla. Sarebbe in sostanza una sorta di tesoro nascosto (come tanti altri ne esistono nell’oroscopo), da scoprire, desiderare e per cui lottare. Seguendo il suggerimento di Dane Rudhyar, sembra davvero utile in quest’ottica dividere i pianeti “personali” da quelli “transpersonali” (oltre Saturno). Se i primi possono infatti costituire un “tesoro nascosto” in termini di capacità personali, i secondi possono invece essere intesi come il dono derivante dallo sforzo individuale di aprirsi alle sottili energie transpersonali. In ogni caso, questo faticosissimo meccanismo psicologico (ma profondamente spirituale) di ricerca e integrazione di caratteristiche non ancora acquisite ricorda molto le parole di molti saggi orientali ed occidentali di ogni epoca: non si arriva al successo grazie alle condizioni favorevoli, ma solamente sapendo dominare quelle sfavorevoli. In estrema sintesi quindi, se il pianeta retrogrado rappresenta in simboli una caratteristica psicologica, esso porta con sé anche l’opportunità di un grande successo spirituale (“in ogni difficoltà giace un’opportunità” – A.Einstein).

Il dato astronomico da tenere presente nell’interpretazione è comunque il fatto che la retrogradazione, in sostanza, non è che una delle tante forme di illusione a cui la nostra percezione va inevitabilmente incontro nel momento in cui manca una più approfondita conoscenza del fenomeno osservato. Una giusta presa di distanza dal fenomeno osservato (assumendo ad esempio una posizione eliocentrica) consente di comprendere la reale natura del fenomeno e di cessare di subirne l’impatto psicologico. Detto in altri termini, anche se ciò vale prevalentemente per individui che percorrono un tratto avanzato del sentiero spirituale, è solamente l’illusione sensoriale umana che ci fa esperire un’alterazione nel flusso delle sottili energie planetarie. Una volta trascesa (l’illusione), grazie alla propria crescita spirituale, il fenomeno non ha più alcun valore, dal momento che il soggetto diviene capace di ricevere le energie delle costellazioni in maniera pura, diretta e libera da qualsiasi distorsione.

Note

[1] Il termine “spirituale” è qui utilizzato senza alcun riferimento ad aspetti religiosi come comunemente intesi nella nostra cultura. Mediante esso si fa riferimento solamente alla natura più profonda e interiore dell’essere umano.
[2] Bezza G., 1990, Commento al primo libro della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo, Editrice Nuovi Orizzonti – Milano, p.147.
[3] Rudhyar D., 1986, L’Astrologia della Personalità alla luce della psicologia del profondo e della filosofia olistica, Casa Editrice Astrolabio, p.209-220.
[4] Ruperti A., 1990, I cicli del divenire – Il modello planetario dello sviluppo, Casa Editrice Astrolabio, p.286-293.

FONTI

astrovms.wordpress.com

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